Alberto Bauli: con Motta e Alemagna si procede

Alberto Bauli, da Assiteca

Alberto Bauli, da Assiteca

È stato come sempre di parola Alberto Bauli, presidente dell’azienda veronese. Arrivato il responso positivo dell’Antitrust sull’acquisizione di Motta e Alemagna, mi ha chiamato per rispondere a qualche domanda.

Sarà più rilassato, credo.

«Indubbiamente».

Ora che finalmente può parlare, mi può dire che cosa esattamente Bauli ha comprato da Nestlé?

«La business unit forno, il ramo d’azienda che riguarda i marchi Motta, Alemagna, Tartufone e cioccolato Trinidad.  Ne fa parte anche lo stabilimento di S. Martino Buon Albergo, che è a dieci chilometri da qui».

È tutto già concluso?

«L’Antitrust ha dato il via libera il 17 luglio scorso. Il closing ci sarà venerdì 31, ma giovedì 30 andrò a parlare agli addetti di S. Martino Buon Albergo. È stata una trattativa molto lunga per Bauli, ma da record per Nestlé. È durata da aprile a metà giugno e poi fino adesso per l’Antitrust».

Quante persone lavorano nella business unit forno ex-Nestlé?

«Centonovanta».

C’è garanzia di lavoro per tutte?

«Se Nestlé ha preferito vendere a noi anziché a fondi di private equity è proprio per questo. Solo noi potevamo impiegare tutto il loro personale, perché siamo un’azienda produttiva, e dello stesso settore».

E ora la domandona: che cosa farà Bauli con il marchio Motta, suo concorrente fino a alla scorsa Pasqua?

«Cominciamo col dire una cosa: l’unico vero piano strategico di un’azienda familiare come la nostra è quello di passare alla prossima generazione un’azienda più forte e più solida. Quest’acquisizione, perciò, è da leggere innanzitutto come una difesa di quella parte del nostro business legato ai prodotti da ricorrenza, settore ormai molto poco remunerativo. Puntiamo soprattutto a realizzare economie di scala – nella ricerca, negli acquisti, nelle reti commerciali, in tutti gli ambiti possibili – che potranno consentirci di affrontare meglio il futuro. Ci sarà spazio anche per finanziare uno sviluppo ragionato, ma non è questo l’obiettivo primario dell’operazione».

Comunque, benché si rivolgessero allo stesso pubblico, Bauli e Motta avevano due posizionamenti diversi.

«Certo. Quello di Bauli è più caratterizzato come dolciario, da pasticciere. Quello di Motta è meno specialistico: veniva utilizzato anche per i crackers, o per la ristorazione».

Per il prossimo Natale i giochi saranno già fatti, immagino.

«Sì, Nestlé ha già impostato tutto, ha distribuito i cataloghi. Potranno esserci soltanto sinergie logistiche, gestionali, amministrative. Si comincerà con la campagna di Pasqua a lavorare strategicamente su questi storici marchi».

Che cosa mi dice a conclusione del tutto?

«Che la nostra azienda, come sempre, ha affrontato le cose in famiglia. Dall’altra parte c’erano stuoli di avvocati, dalla nostra solo uno, mio figlio. E non avevamo neanche advisor».

Fin qui Alberto Bauli. Aggiungo che fa benissimo ad esser fiero della sua famiglia, proprio perché è ben lontana dal cliché classico delle famiglie “regnanti” italiane. In azienda si respira un’atmosfera di serietà calvinista; anche per questo non dev’essere stato difficile intendersi con gli svizzeri.

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7 Risposte to “Alberto Bauli: con Motta e Alemagna si procede”

  1. Stefania Says:

    Che bello leggere questa intervista, sicuramente una bella notizia. Grazie per l’informazione. Stefania

  2. michele rizzi Says:

    ho letto con attenzione grande interesse.

  3. Rinaldo Citterio Says:

    Quando ero bambino, Motta ed Alemagna erano nomi un po’ magici nell’atmosfera del Natale; poi tutto si è appannato (e non solo perchè l’infanzia è passata!). Spero che ora i marchi Motta ed Alemagna possano riacquistare almeno un poco della magia che un tempo avevano !

  4. massimo Says:

    Grazie Stanis,
    bella intervista. Sono daccordo col fatto che Motta, in ricordo della nostra infanzia come dice una lettrice, è un nome un po’ magico, soprattutto per noi un poco vetusti. Sono contento che ritorni in mani italiane e del tuo bel lavoro.
    Saluti.
    Massimo

  5. FRANCO BERNASCONI Says:

    Caro Stanilaslao,
    il “Sior” Bauli ha mentito nella sua intervista….infatti non ha garantito il lavoro a tutti:sono un Agente Motta-Alemagna che in data 1 Agosto ha ricevuto lettera di disdetta(licenziato!) dalla Bauli….come me tutti gli agenti d’Italia.
    E non e’ vero che sono gia’ stati distribuiti tutti i catalagoghi ai big della distribuzione perche’ i giochi del Natale cominciano a Settembre: anzi Bauli ha fatto richiesta formale di mettere a disposizione il materiale in nostro possesso.
    La invito a leggere la mia lettera inviata a diversi quotidiani e messa in rete su Facebook e la prossima volta che intervista il “sior” Alberto Bauli Le dica di essere piu’ sincero e trasparente nelle sue risposte.
    Distinti Saluti

    • stanislao Says:

      @ Franco Bernasconi.

      Per amor di verità riproduco il brano dell’intervista a cui lei fa riferimento:

      DOMANDA
      Quante persone lavorano nella business unit forno ex-Nestlé?

      RISPOSTA
      «Centonovanta».

      DOMANDA
      C’è garanzia di lavoro per tutte?

      RISPOSTA
      «Se Nestlé ha preferito vendere a noi anziché a fondi di private equity è proprio per questo. Solo noi potevamo impiegare tutto il loro personale, perché siamo un’azienda produttiva, e dello stesso settore».

      ***

      Non mi sembra che ci siano falsità in questa dichiarazione di Bauli. Si parlava dei 190 dipendenti della business-unit forno Nestlé, non degli agenti, che dipendenti non sono.

      Detto questo, se lei e tutti gli altri agenti Motta-Alemagna eravate monomandatari, la disdetta avrà risvolti molto seri per la vostra attività.

      Le faccio tutti i miei in bocca al lupo: sono anch’io una partita iva e sperimento ogni giorno sulla mia pelle che cosa significa non essere garantito da nessun sindacato.

      Stanislao Porzio

  6. FRANCO BERNASCONI Says:

    Sig.Porzio,
    la ringrazio della sua risposta.
    Pensavo, erronemente, che il Sior Alberto ci aveva considerato nella cerchia dei dipendenti Nestle'(perche’ parlava di personale), quei dipendenti che senza i venditori forse non avrebbero la posizione che occupano.
    Distintamente
    Franco bernasconi

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