Primizie Tre Marie

Dipinto tre marie 50%A giorni apparirà. E forse stupirà. La nuova campagna Tre Marie, che ho visto in azienda ma naturalmente non vi posso mostrare (quella qui a fianco è un’immagine usata spesso in passato), punta allo spiazzamento. Attinge a codici linguistici di altre categorie merceologiche e alberga su testate poco aduse ad ospitare il cibo. D’altronde il marchio, nell’ambito industriale al quale appartiene, si distingue in tante cose dalla concorrenza. Ieri, al Pam, ho visto un panettone Tre Marie a 10,90 euro, contro i 3,85 di un concorrente. In azienda, però, non mi sono limitato a dare uno sguardo alla nuova campagna.

C’erano i nuovi panettoni da assaggiare. Ne ho provato uno classico, milanese, che aveva circa 35 giorni. Sbucando dal cellofan con la sua scarpatura a stella tipicamente Tre Marie, ha sparso un aroma di burro e vaniglia.  Tagliato, ha mostrato un bell’incarnato giallo, intensamente picchiettato di uvette e canditi, a occhio in rapporto 70/30. Le uvette, non grandissime, erano piacevolmente umide. «No, non sono trattate. L’umidità è naturale o al massimo viene trasmessa dall’immersione nell’impasto» mi ha detto Giancarlo Muscillo, marketing manager dell’azienda. Accostando il naso a una fetta, ho sentito burro e zabaione. A quel punto non mi restava che addentarlo; e, fresco e soffice com’era, non mi ha deluso.

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