Primizie appena sfornate. Bilancio

L’idea di partenza era questa: se il panettone è il dolce fantastico che sappiamo, merita o no una vita più lunga dei quindici striminziti giorni all’anno nei quali è relegato? Oggi è associato al Natale – ed è giusto che lo rimanga – ma questo non significa che gustarlo in altri periodi debba essere impossibile. Prima dell’industrializzazione era proprio così: se ne consumava tanto a Natale, ma si trovava in pasticceria tutto l’anno, vedi il mio Il panettone. Storia, leggende e segreti di un protagonista del Natale, pagg. 50-54.

C’è chi afferma che trovarlo sempre con facilità finirebbe per svilire questo prodotto, omogeneizzandolo a un dolce qualsiasi. Non ne sono per nulla convinto. Prendiamo la squisita pastiera napoletana. È nata come dolce pasquale. A tutt’oggi, in occasione della ricorrenza si prepara in casa e si trova in ogni tipo di negozio alimentare, ma questo non le impedisce di essere reperibile nelle pasticcerie partenopee anche in agosto, in novembre o in gennaio. Solo per chi la ama di più, naturalmente. Ne è riuscita banalizzata? No. Ha perduto la sua caratteristica di dolce pasquale? Neppure. Allora perché al panettone questo è negato?

Che cosa si poteva fare per cominciare a restituire al dolce milanese e ai suoi estimatori i loro diritti? La neonata associazione Amici del Panettone, nel suo piccolo, si è impegnata a questo scopo in un’iniziativa, che ha provveduto a:

1. mettere insieme una trentina di pasticcieri ben disposti a produrre panettone artigianale in maggio/giugno;

2. proporre al pubblico di appassionati milanesi una degustazione guidata dei prodotti dei pasticcieri coinvolti;

3. far trovare in pasticceria (almeno) per 5 giorni di giugno panettone da assaggiare gratuitamente e acquistare.

È nata, così, Primizie appena sfornate – Il primo panettone.

Era un azzardo: a proporre con l’arrivo del caldo un dolce abitualmente associato all’inverno non si ha la certezza di fare grandi vendite. Alcuni dei pasticcieri interpellati, infatti, non hanno aderito. Troppo lavoro e troppo impegno, a fronte di esiti non sicuri. Altri, invece, hanno capito subito lo spirito: partecipare era un investimento d’immagine, per il futuro, a prescindere dal risultato immediato. E poi non era per nulla detto che andasse male, anche commercialmente parlando. Hanno risposto positivamente 28 pasticceri, proprietari complessivamente di 33 negozi, di cui 6 a Milano, 9 in Lombardia e gli altri sparsi dalla Valle d’Aosta alla Puglia (per l’elenco, sfogliare questo post). Ecco una breve cronistoria di com’è andata, accompagnata dalle foto di Elisa Del Moro, che ringrazio per la sua gentilezza.

Achille Zoia e Stanislao Porzio. Foto Elisa Del Moro

Lunedì 31 maggio: conferenza stampa presso il Comune di Milano, grazie al lungimirante patrocinio offerto da Massimiliano Orsatti, Assessore al Turismo, Marketing Territoriale, Identità. Achille Zoia, pasticciere emerito e presidente onorario degli Amici del Panettone, e il sottoscritto, presidente, hanno presentato l’iniziativa ai giornalisti. Questi ultimi sono stati estremamente solidali, a giudicare dalla velocità con la quale sono spariti il panettone da 5 kg e i 2 panettoni da 1 kg offerti al termine della conferenza.

 

Martedì 1° giugno: degustazione guidata nel foyer del Teatro Franco Parenti, con la collaborazione di Carlo Casti e Daniela Rubino di Slow Food® Milano. I tanti appassionati intervenuti, dopo aver assiepato la sala, hanno letteralmente bevuto le parole di Daniela Rubino – avvocato, degustatrice e in passato aiuto-pasticciera – osservando, annusando, tastando, riempiendo un formulario e, alla fine, addentando i campioni da lei scelti. I suoi dotti precetti non erano l’unica bevanda: i panettoni erano accompagnati canonicamente da una malvasia frizzante di S. Colombano e in modo più originale da Polvere d’Ippocrasso, vino rosso aromatizzato alla maniera medievale, che ha trovato numerosi ammiratori. E, siccome una degustazione è pur sempre uno sforzo intellettuale, i convenuti all’uscita del foyer erano attesi da una sfilata di panettoni da assaporare in tutta scioltezza.

Un piatto con i campioni selezionati da Daniela Rubino. Foto Elisa Del Moro

Daniela Rubino di Slow Food® Milano. Foto Elisa Del Moro

Mercoledì 2 giugno, Festa della Repubblica: a partire da questo giorno e fino a domenica le 33 pasticcerie hanno offerto panettoni in assaggio e in vendita. Il Sindaco di Milano ha voluto dare il suo avallo all’iniziativa, visitando due delle pasticcerie milanesi coinvolte: Martesana, di Vincenzo Santoro e Ungaro, di Vincenzo Ungaro, riuscendo a convogliare l’attenzione dei media locali e non sul panettone fuori stagione. Anche per Letizia Moratti il panettone andrebbe gustato tutto l’anno e magari offerto dagli albergatori milanesi come omaggio di benvenuto ai loro clienti.

2-06-2010, Pasticceria Ungaro, Milano. Da sinistra: Letizia Moratti, Sindaco di Milano, Vincenzo Ungaro, Stanislao Porzio, organizzatore di “Primizie”, Massimiliano Orsatti, Assessore al Turismo di Milano

Domenica 6 giugno: cala il sipario su “Primizie”. Sono uscite decine di articoli sull’argomento. L’associazione Amici del Panettone ha molti nuovi soci. È nato un bel dibattito sul mio blog e anche su Dissapore. E, soprattutto, da un breve sondaggio tra i pasticcieri si evince che nella 5 giorni è stata venduta circa una tonnellata di panettone. Non male per un’iniziativa fuori stagione.

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Una Risposta to “Primizie appena sfornate. Bilancio”

  1. Gianni Lombardi Says:

    Complimenti per l’idea da parte di un estimatore del panettone. Ottimo e calzante l’esempio della pastiera napoletana.

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